Capoluogo della regione, L'Aquila offre moltissime attrattive artistiche, paesaggistiche e culturali. La fontana delle 99 cannelle (XIIIXIV secolo) ne è forse il simbolo, ma non possiamo dimenticare, tra le perle della città, la chiesa romanica di S. Maria di Collemaggio (1287) o San Bernardino; tra gli altri edifici sacri spiccano S. Maria di Paganica, S. Silvestro, S. Giusta, S. Domenico, S. Maria di Roio, S. Marciano. Notevole anche la quantità di edifici civili medievali, rinascimentali e barocchi; tra di essi, ricordiamo Palazzo Franchi, Dragonetti, Carli, Quinzi, Rivera, Centi, Manieri e molti altri.
Da non dimenticare le numerose piazze (con in testa Piazza del Duomo) e le tante fontane, che rendono ogni angolo della città suggestivo e degno di contemplazione. Il maestoso castello cinquecentesco ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo, che documenta ampiamente la storia artistica della regione dal Medioevo fino ai nostri giorni. Il vasto comprensorio, oltre ad aumentare il patrimonio artistico, offre mille opportunità dal punto di vista naturalistico, prima fra tutte la vasta offerta di piste da sci del Gran Sasso d'Italia o di Campo Felice.
L'origine della città è da far risalire all'inizio del XIII secolo, in seguito ad un ordine data da papa Gregorio IX al vescovo di Forcona, possessore a quel tempo di una trentina di ville o castelli nella zona; la costruzione, proseguita per l'iniziativa delle popolazioni locali di Amiterno e Forcona, anche se la tradizione vuole che furono 99 castelli a volerne la nascita, ognuno dei quali reclamava per sé il possesso di una piazza, una chiesa e una fontana.
Importante città di frontiera, la celebre "Via deli Abruzzi" (arteria che collegava Napoli a Firenze), consentì all'Aquila di prosperare enormemente fino a tutto il Quattrocento, nonostante la peste del 1356, la lotta di confine con Rieti, l'assedio di Braccio da Montone; durante la guerra francospagnola la città si ribellò a Carlo V, e da allora iniziò una inesorabile decadenza: fu saccheggiata, taglieggiata e privata dei molti privilegi (oltre perdere molti castelli del suo Contado, ceduti ai capitani delle truppe imperiali). Nel 1703 ci fu un terribile terremoto, dopo il quale L'Aquila seppe comunque risorgere, presentandosi in epoca moderna con il suo intatto patrimonio artistico, che ne fa oggi uno dei gioielli dell'Italia centrale.