In the 1960's the construction of highways from Rome, Bologna and Bari, and more recently the 10km-long tunnel under the Gran Sasso opened the region to the rest of Italy and Europe.
Here you will find the highest peaks of the Apennines, the Gran Sasso (Monte Corno 9,560 feet), Maiella and Velino-Sirente, deep canyons and valleys, national and regional parks, wide sandy beaches, an astonishing wealth of artistic and natural beauty. Citadels and castles appear in the middle of woods and pastures, in the parks with some luck you can see brown bears, wolves and chamois, and eagles, hawks and buzzards on the highest peaks.
History:
Though geographically a region of central Italy, Abruzzi has always been linked to the history
of Southern Italy. The impervious territory always hindered communications and was the cause
of the fragmentation and isolation of the peoples of the region throughout its history. In ancient
times Abruzzi was inhabited by several peoples, including the Equi, Marsi, Vestini and Praetutii,
who were conquered by the Romans before the third century b.c. After the decline of the Roman
Empire the region broke up into small feudal states and during the early Middle Ages Abruzzi was
for a long time under the control of the Lombard duchy of Spoleto. In the 12th century the Normans
conquered the territory, which became part of the Kingdom of Sicily and under Frederick II of
Hohenstaufen had Sulmona as the regional capital. In 1272 Charles I of Anjou divided the territory of
Abruzzi into two provinces, ultra flumen Piscariae
or Abruzzo ulteriore and citra flumen Piscariae or Abruzzo citeriore, with a common governor residing
in Chieti; in 1641 a second Governor was established in L'Aquila and in 1684 a third in Teramo.
In 1807 under Giuseppe Bonaparte the province ultra flumen Piscariae was divided into the two
provinces of Abruzzo ulteriore I, with capital Teramo, and Abruzzo ulteriore II, with capital L'Aquila,
while Chieti remained the capital of Abruzzo citeriore. The existence of three provinces under the name
of Abruzzo also explains why the region has always be known in the plural, Abruzzi, and many place
names maintain the plural (Anversa degli Abruzzi, Tione degli Abruzzi, Villa S. Lucia degli Abruzzi,
not to speak of the regional capital, L'Aquila degli Abruzzi), though it is no longer commonly used by Italians.
Pescara, the fourth and last province, was added in 1927. After the fall of the Hohenstaufen dynasty in
the 13th century, Abruzzi and Molise in turn came under the control of the Anjou, the Aragonese,
the Spanish Hapsburgs, and finally, in the 18th century, became part of the Bourbon kingdom of Naples,
under whose rule the region was divided into Abruzzo Ulteriore I, Abruzzo Ulteriore II, Abruzzo Citra,
and Molise. By the early 19th century small liberal groups were taking part in revolutionary activities,
and in 1860 the region became part of united Italy. In 1948 Abruzzi was joined with Molise, to the
south, to form the region of Abruzzi and Molise; but in 1963 the two regions were separated again.
Ethymology:
Ci sono tre principali ipotesi
sull'etimologia del nome Abruzzo.
La prima, e la più accreditata,
fu proposta nella sua Italia Illustrata dallo storico umanista
Flavio Biondo, che considera Aprutium come corruzione di Praetutium,
cioè il paese dei Praetutii, una popolazione che abitava
originariamente l'antica colonia fenicia di "Petrut",
in seguito chiamata dai Romani Petrutia o Praetutia, nei pressi
dell'attuale Teramo.
Secondo altre ipotesi il toponimo deriverebbe
dal latino aper (cinghiale), per cui l'Abruzzo sarebbe
la regione dei cinghiali, dal participio latino abruptum
(scosceso), cioè regione dalle rocce scoscese, o ancora
dall'espressione a Bruttiis, vale a dire il paese che comincia
dai Bruttii, abitanti dell'Italia meridionale (odierna Calabria).
Il nome Aprutium, sconosciuto, almeno per quanto sappiamo,
nell'età classica, appare per la prima volta verso la fine
del VI secolo d.C. in una lettera di Gregorio Magno diretta ad
un Oportunus de Aprutio. Esso ha dapprima riferimento al territorio
teramano o forse alla sola città di Teramo, chiamata appunto
Interamna Praetutia. Fino alla dominazione longobarda l'Aprutium
e' dunque uno dei sette gastaldati a sud del Tronto (Aprutium,
Pinne, Teate, Marsi, Amiterno, Forcona e Valva); sotto i Normanni
il termine comincia invece ad indicare tutte le terre ai confini
settentrionali del Regno di Sicilia e sotto Federico II indica
infine il territorio dei sette gastaldati longobardi riuniti,
con capoluogo Sulmona, territorio la cui estensione non era molto
diversa da quella attuale.
The Emblem:

L'emblema della regione Abruzzo è uno scudo sannitico diviso in tre campi
trasversali, rispettivamente bianco, verde e azzurro, separate da barre dorate,
Questo era lo scudo di uno dei popoli che costituirono la lega italica nel 98 a,c,
per ottenere gli sessi diritti dei cittadini romani.
La banda bianca rappresenta le montagne innevate, quella verde
i boschi e le colline e infine la banda azzurra il mare. In tal modo lo stemma riflette
la struttura geografica della regione.
The Economy:
L'asperità del territorio ha ostacolato a lungo lo sviluppo dell'economia
abruzzese finchè l'apertura negli anni Sessanta delle grandi
autostrade che hanno collegato le città abruzzesi a Roma,
dell'Adriatica Bologna-Bari e più recentemente del tunnel
del Gran Sasso hanno aperto alla regione le porte d'Italia e d'Europa.
Le risorse economiche sono quasi interamente legate alla produzione
agricola con prodotti di consumo per lo più locale, (cereali,
patate, ortaggi, vite, ulivi) e prodotti tipici che vengono esportati
in Italia e all'estero (zafferano, liquirizia, tabacco, barbabietola).
Importante in tutta la regione è anche l'allevamento del
bestiame, prevalentemente ovino, che nel passato ha rappresentato
una delle fonti di sostentamento primarie della popolazione anche
se la millenaria pratica della transumanza - lo spostamento delle
greggi dai pascoli montani alle pianure al di fuori della regione
- si è trasformata nel rimessaggio delle greggi in inverno.
Anche l'allevamento suino ha raggiunto una certa rilevanza e a
livello locale si producono svariate qualità di salami,
salsicce e prosciutto. La pesca é uno dei settori qualificanti
dell'economia della regione. L'Abruzzo produce un quinto dell'energia
idroelettrica dell'Italia intera grazie agli imponenti impianti
idroelettrici di Campotosto, del Sagittario e dell'Alto Sangro.
Le risorse del sottosuolo comprendono: petrolio (Alanno), alluminio
(Marsica), bauxite e idrocarburi. Lo sviluppo industriale è
limitato, fatta eccezione per le aree nei pressi dei capoluoghi:
si hanno notevoli zuccherifici ad Avezzano, industrie della telecomunicazione
presso L'Aquila, manufatturiere e collegate all'edilizia nelle
province di Pescara, Teramo e Chieti. Importante e in crescita
è l'industria turistica sulla riviera adriatica e nelle
località sciistiche.
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