Fra il XIII e XIV secolo per affrontare i frequenti sbarchi di turchi e pirati, si pensò ad un sistema di difesa basato su segnali diurni e notturni attraverso l'accensione di fuochi e fumate.
Nel XIV secolo Il borgo medievale, Castrum Silvi, divenne feudo dell'abbazia di S. Giovanni in Venere, per poi passare sotto la giurisdizione della nota famiglia degli Acquaviva, duchi di Atri.
A quel tempo Silvi Marina era un piccolo, povero porticciolo di pescatori: la gente viveva in misere baracche e si dedicava esclusivamente alla pesca, che allora offriva una varietà eccezionale di prodotti.
Silvi rimarrà feudo di Atri fino all'arrivo di Napoleone che nel 1806 abolì il feudalesimo.
Con l'Unità d'Italia Silvi ottiene il suo primo sindaco. Nel 1863 la costruzione della stazione ferroviaria, favorirà lo sviluppo della "Marina " di Silvi che a poco a poco cambiò aspetto, grazie soprattutto ai primi investimenti nel settore turistico. Nel 1931 la sede comunale passò da Silvi Paese a Silvi Marina, che nel giro di pochi anni si trasformò in un importante centro balneare, centro amministrativo di tutto il territorio, dalla costa alle colline circostanti.
300 m dal mare, locale commerciale trasformabile in abitazione