CHRISTMAS IN ABRUZZO
Poems and Songs
Songs
On December 24, after the traditional dinner, exchange of presents, reciting of children's poems, in the cold winter night it is so beautiful to walk all together to the church for the traditional Christmas Mass, which usually ends with the singing of a traditional Italian carol: Tu scendi dalle stelle
Tu scendi dalle stelle
Tu scendi dalle stelle
O Re del cielo
e vieni in una grotta
al freddo e al gelo
O Bambino mio divino
Io ti vedo qui a tremar
O Dio beato!
Ahi quanto ti costò
L'avermi amato
Ahi quanto ti costò
L'avermi amato
You come from yonder stars above
You come from yonder stars above
O King of Heaven
And come down into a cave
in the cold and freeze
O my Heavenly Child
I can see you here chilling
O Blessed God!
Alas! How much it cost you
Your loving me
Alas! How much it cost you
Your loving me

Poems
Here is a very nice poem in Aquilan dialect that children learn at school and then say after Christmas dinner, on the night of Christmas Eve, to get money from their relatives here. On the left you can see the original, on the right the English translation.

E' nnatu ju bambinu
Nèvica, tutt'è scuru, è mezzanotte
quannu 'mprovvisamente da na rotta
de Bettelemme vé nu cantu dorge
mentr' ajju celu na cometa sorge
pe ddicci che jju Bambinejju è nnatu
e da nu somarejju vé scallatu.
E' jju bbambinejju da tutti aspettatu
a quistu munnu ccusci sconguassatu,
nu bambinejju che pporta l'amore,
scaccia la notte e ddà luc'e calore.
E' appena natu e ggià riceve onori,
regali e offerte da'jjimperatori
Tè na potenza che nissciun'atru ha
ma vole la bbontà e lla povertà.
Potenza e povertà de stu Ddio veru
che ppe ttutti sò sempre nu misteru.
The child is born
It is snowing, all is dark, it's midnight
when suddenly from a cave
in Bethlehem a sweet song comes
while in the sky a comet is rising
to tell us the Child is born
and by a donkey is warmed.
This is the king everyone was waiting for
in this broken, rotten world.
A Child that is bringing us love
drives the night away, gives light and warmth.
He was born little ago, and already gets honour
gifts and offers by emperors.
He has such power nobody can usurp
but most of all goodness and poverty.
Power and poverty of this true God
that for everybody are always a mystery.

LA NOTTE SANTA
di Guido Gozzano

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

- Avete un po' di posto, o voi del Caval Grigio?
Un po' di posto per me e per Giuseppe?
- Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe

Il campanile scocca
lentamente le sette.

- Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
- Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

- O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
- S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

- Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
- Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

- Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
- Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

È nato!
Alleluja! Alleluja!

È nato il Sovrano Bambino.
La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaje
suonate; squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!

Non sete, non molli tappeti,
ma, come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s'attese
quest'ora su tutte le ore.
È nato! È nato il Signore!
È nato nel nostro paese!
Risplende d'un astro divino
La notte che già fu sì buia.
È nato il Sovrano Bambino.

È nato!
Alleluja!

Le ciaramelle
by Giovanni Pascoli

Udii tra il sonno le ciaramelle,
ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi nelle capanne.

Sono venute dai monti oscuri
le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne' suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;
accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d'ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,
là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle
paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

O ciaramelle degli anni primi,
d'avanti il giorno, d'avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,
che non ancora s'accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,
di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere
vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

NATALE
by Giuseppe Ungaretti

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade


Ho tanta
stanchezza
sulle spalle


Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata


Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Napoli, il 26 dicembre 1916

IL PRESEPE
Salvatore Quasimodo

Natale. Guardo il presepe scolpito
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure in legno ed ecco i vecchi
del villaggio e la stalla che risplende
e l'asinello di colore azzurro.

IL VECCHIO NATALE
by Marino Moretti

Mentre la neve fa, sopra la siepe,
un bel merletto e la campana suona,
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.

Ed alle buone mamme reca i forti
virgulti che orneran furtivamente
d'ogni piccola cosa rilucente:
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti...

A tutti il vecchio dalla barba bianca
porta qualcosa, qualche bella cosa.
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.

E, dopo avere tanto camminato
nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!

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