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DAN FANTE: Recensioni

il Centro
Cultura & Società
4 giugno 2000

Disperato nell'inferno di Los Angeles
Arriva in libreria "Agganci" il nuovo libro di Dan Fante

di Paolo Di Vincenzo

Dan Fante, figlio di John, è in questi giorni in Italia per promuovere il suo secondo libro, "Mooch", tradotto da Matteo Sammartino per Marcos y Marcos con il titolo "Agganci". Il libro sarà in vendita (a 23 mila lire) nei prossimi giorni, il Centro ha potuto leggerlo in anteprima e in esclusiva.

Dan Fante, che l'anno scorso è venuto in Abruzzo, a Torricella Peligna, a visitare il paese da dove partì il nonno Nick, inizia oggi da Brescia il suo personale "giro d'Italia" ma non è prevista una data abruzzese. "Agganci" è un altro libro duro, forte (sia nel linguaggio che nelle situazioni che descrive), si dovrebbe dire in perfetto stile fantiano. Come il padre John, Dan scrive con grande semplicità ma con straordinaria efficacia delle cose che conosce bene: la vita di Los Angeles di oggi. Anzi, è un viaggio nell'inferno degli Usa di oggi. Certo, è una scrittura adeguata ai tempi e quindi più "colorita" di quella di John. In comune con il padre la grande semplicità di lettura direttamente proporzionale alla impossibilità di lasciare il racconto a metà.

Come in "Angeli a pezzi" ("Chump change", pure pubblicato da Marcos y Marcos) dove si racconta la vicenda di Bruno Dante che accorre al capezzale del padre Jonathan, in "Agganci" il protagonista è ancora lo stesso personaggio. I riferimenti al padre (vero) sono frequenti. Alcuni manifesti, come quando racconta di entrare nelle librerie e chiede se hanno libri di "Jonathan Dante", altri un po' celati, ma facilmente riconoscibili dai fantiani doc. In un caso viene citato proprio il titolo di uno dei più bei libri del padre, la strada per "Los Angeles". Dante è alle prese, di nuovo, con il demone dell'alcol. Non a caso il libro è dedicato "a mio fratello maggiore Nicholas Joseph Fante, 1942-1997. Morto per alcolismo. Investito per strada come un cane" e, come ormai marchio di qualità, la vita reale dell'autore o di altri membri della sua famiglia (così come accade nella letteratura del padre) si intreccia con la storia che si racconta.

Dunque, Bruno Dante vive alla giornata lottando disperatamente contro l'alcol e cercando di portare avanti il lavoro di venditore di aspirapolvere. Naturalmente viene licenziato e trova, proprio grazie all'alcol, o meglio all'associazione di alcolisti anonimi, un altro lavoro per vendite telefoniche. E avviene una specie di miracolo, una trasformazione, quasi una catarsi: Bruno si rivela un eccellente venditore; grazie al proprietario dell'azienda (anch'egli ex alcolista), riesce a star lontano dalla bottiglia e comincia a far soldi, tanti soldi. Sul posto di lavoro incontra una stupenda ragazza, ex modella, tossicomane (di crack), prostituta, di origine messicana (e qui c'è un altro riferimento ai libri di John Fante, al personaggio di Camilla Lopez, anche lei messicana, e anche per lei c'è un amore contrastato e non corrisposto da parte del protagonista di "Chiedi alla polvere").

La ragazza, Jimmi Valiente, per una serie di alterne vicende, lo porterà all'inferno. "Grazie" a lei sarà licenziato e tornerà negli abissi dell'alcol, tenterà il suicidio e passerà una "simpatica" nottata in carcere. Arrivato al fondo del baratro il personaggio otterrà di nuovo una chance, ancora una volta dall'ex datore di lavoro. Bruno Dante si rimetterà in moto, tornerà a macinare soldi fin quando, rapito dal demone dell'amore per la bella messicana, non tornerà a frequentare Jimmi. Ma c'è un finale a sorpresa che prelude, probabilmente, a un seguito.

 
Desperate in the hell of Los Angeles
Here in the bookshops come "Agganci", Dan Fante's latest work

by Paolo Di Vincenzo

Dan Fante, John's son, will be in Italy these days to promote his second book, "Mooch", translated by Matteo Sammartino for Marcos y Marcos under the title "Agganci". The book will be on sale (at 23,000 lire) in the next few days, il Centro was allowed to read exclusively a premiere copy.

Dan Fante, who came to Abruzzo, to Torricella Peligna, last year to visit the village from where his grandfather Nick left, is starting today in Brescia his personal "Italy Tour", though no stops in Abruzzo are scheduled. "Agganci" is another hard, brutal book (both for the language and the situations described), we might say in a perfect Fante style. Like his father John, Dan writes with great simplicity but extraordinary poignancy about the things he knows well: today's life in Los Angeles. Better still, it is a journey into today's American hell. Of course the style corresponds to the times, and is therefore more "colorful" than John's. In common with his father there is the great simplicity for the readers, directly correlated to the impossibility of leaving the story in the middle.

Just as in "Angeli a pezzi" ("Chump change", also published by Marcos y Marcos) where the story of Bruno Dante hurrying to his father Jonathan's deathbed, in "Agganci" the protagonist is still the same character. References to the (true) father are in large number. Some are open, as when he tells that he enters bookstores and asks whether they have books by "Jonathan Dante", others are more hidden but easily recognizable by affectionate Fante readers. In one case the title of one of the most beautiful of John Fante's books is quoted, "The Road to Los Angeles". Dante is again fighting the alcohol demon. It is not by chance that the book is dedicated to "my eldest brother Nicholas Joseph Fante, 1942-1997. Who died an alcoholic. Hit on the road like a dog " and, almost by now a quality symbol, the true life of the author or of other members of the family (as it happens in his father's production) is intertwined with the fictitious story.

Well, Bruno Dante lives by the day, desperately fighting alcohol and trying to push forward his job as a Hoover seller. Of course he is fired and, thanks to alcohol, or better, to the anonymous alcoholic association, finds another job in telemarketing. And a kind of miracle, a change, almost a catharsis, takes place: Bruno turns out to be a great seller; thanks to his company owner (a former alcoholic too), he succeeds in keeping away from the bottle and starts making money, a lot of money. In his office he meets a glamorous girl, a former model, crack addict, prostitute, of Mexican origin (here is another reference to John Fante's works, exactly to the character of Camilla Lopez, a Mexican too, for whom the protagonist of "Ask the Dust " has a troubled, non requited love).

The girl, Jimmi Valiente, through a number of ups and downs, will take him to hell. "Thanks" to her he will be fired and get back to the alcohol abyss, will attempt suicide and spend a "nice" night in prison. After reaching the bottom of the abyss, the hero will get another chance, again from his former boss. Bruno Dante will start moving again, will make other money again, until when, taken over by his love for Mexican beauty, will start seeing Jimmi again. But there is a surprise final, which probably points to a sequel.