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JOHN FANTE: Recensioni

il Centro
Cultura & Società
11 febbraio 2001

Presto in italiano "Full of life" di Cooper

di Paolo Di Vincenzo

"Un giorno d'estate del 1994 Joyce Fante mi guidò nei meandri della sua vasta tenuta di Point Dume, Malibu.(...) Dopo avermi accolto sul portone, Joyce mi condusse attraverso la sala da pranzo e la cucina, dove stava di sentinella il suo enorme gatto grigio, fino a un ripostiglio buio che sapeva di polvere. Voleva mostrarmi qualcosa. (...) Quattro alti contenitori di metallo assiepati contro la parete, ciascuno dotato di quattro profondi cassetti da archivio. (...) In quell'attimo mi tornò alla mente la prefazione di Bukowski per la nuova edizione di "Ask the dust (Chiedi alla polvere)" (...) In quel momento, scrive Bukowski, si era sentito come un uomo che trova l'oro nella discarica cittadina. E ora eccomi qui, davanti a una miniera d'oro". Stephen Cooper - oggi forse il maggior esperto sull'opera dello scrittore italoamericano di origine abruzzese - presenta così i racconti che compongono "La grande fame" (si veda articolo sopra). Cooper è autore di una voluminosa biografia, per ora pubblicata solo negli States, dal titolo significativo: "Full of life", pieno di vita (che è anche il titolo del maggiore successo di John Fante, tramutato in un film che ebbe una candidatura all'Oscar). Una biografia - a lato la copertina della versione americana - interessante e che Marcos y Marcos si accinge a pubblicare anche in italiano. Una biografia che, tra i tanti meriti, fa luce anche su qualche episodio sconosciuto. Come il fatto che John Fante (in Italia negli anni Cinquanta e poi nel 1960) andò a Torricella Peligna a vedere il paese da cui nel 1901 era andato via il padre Nicola (Nick). Ma "trovò un povero villaggio, donne anziane avvolte in scialli neri e giovani ostili (...) Dopo aver visto il posto dov'era nato il padre, i muri di pietra e le strade polverose, si arrese. Girò la macchina e discese dalla montagna".

 
Soon in Italian Cooper's "Full of life"

by Paolo Di Vincenzo

"One day in the summer of 1994 Joyce Fante escorted me through the meanders of their vast estate in Point Dume, Malibu.(...) After welcoming me at the door, Joyce led me through the dining room and kitchen, where her huge gray cat was keeping guard, up to a dark, dust-smelling closet. She wanted to show me something. (...) Four high metal shelves piled against the wall, each of them with four deep filing drawers. (...) At that point I was reminded of Bukowski's Preface to the new edition of "Ask the dust" (...) At that moment, Bukowski writes, I felt like someone who finds gold in the city dump sites. And here I was, before a gold mine". Stephen Cooper - today probably the greatest expert of the production of the Italian American writer originary of Abruzzo - introduces in this way the stories collected under "the Big Hunger". Cooper authored a large biography, presently published only in the States, with the meaningful title of : "Full of life" (which is also the title of John Fante's most successful novel, which was made into a film and also had an Oscar nomination). An interesting biography which Marcos y Marcos is soon to publish in Italian too. Amid all its merits, this biography also sheds light on some unknown episodes. Such as the fact that John Fante (who was in Italy in the 1950's and again in 1960) went to Torricella Peligna to see the place which his father Nicola (Nick) left in 1901. But he found "a poor village, elderly ladies wrapped in black shawls and hostile youths (...) After seeing the place where his father was born, the stone houses, the dusty streets, he gave up. Turned his car round and drove down the mountain ".