Il radicale cambiamento di vita, il nuovo punto d'inizio. Di fronte a un pericolo imminente, la prima cosa da fare è salvare tutti, la vita è insostituibile. Nell'Arca forzata in cui ora vivono gli sfollati, è il momento giusto per lasciare che le rovine del terremoto ricoprano le beghe e ruggini del passato - ce ne sono tante all'interno di condomini, famiglie e villaggi - e di guardare l'altro con occhi nuovi. Guardare l'altro negli occhi. Vedere l'insostituibile essere umano. Se non sapremo farlo, non sopravvivremo come comunità. La fiera Aquila e i suoi villaggi diventeranno città fantasma. Certo, è possibile per molti degli sfollati andare via, ricostruirsi una vita e trovare lavoro altrove. In questo repentino cambiamento di vita, ci sono soluzioni possibili, per singoli individui.
Ma le radici? Le radici non ci seguiranno. Le radici sono profondamente intrecciate alla terra, al paese in cui si è nati, la chiesa della Prima Comunione, i vecchi compagni di scuola, l'angolo del primo bacio. La pizzeria della prima cena fuori, l'altare dove hai incontrato il compagno con cui avevi immaginato lunghi anni di momenti condivisi. La camera dell'ospedale, lassù tra le rovine, dove hanno visto la luce i tuoi figli, il volto sorridente di medici e infermieri che ti dicevano "è una bella bambina". E il piccolo cimitero dove hai accompagnato i tuoi cari a riposare all'ombra della montagna, il tranquillo cimitero illuminato dai nuovi fiori anche questa primavera. E le radici sono ora anche che il tetto in rovina che ha ucciso tua zia, i mattoni e detriti che hanno soffocato il respiro del bambino dei tuoi amici. E' questo il momento del lutto per tutti coloro che non ce l'hanno fatta ad entrare nell'Arca.
Quando l'Arca di Noè approderà di nuovo sulla terraferma, i superstiti dovranno uscire e ripopolare la terra. Ciascuno di essi è necessario nel tessuto della comunità, se qualcuno andrà via, un gran pezzo del totale diverrà ramo morto. Quando l'Arca sarà di nuovo su terra sicura, dovremo rimboccarci le maniche e ripopolare la "nostra" Terra.