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Diario dall'Aquila

Celestino

Il contenitore di cristallo di San Pietro Celestino viene estratto intatto dalle macerie del mausoleo. Lo guardo in TV, ed è una grande gioia, lacrime di gioia di vivere come quando qualcuno viene salvato dalle rovine, e questo qualcuno è un Padre. Ha le sue sontuose pantofole, le vesti dell'incoronazione papale, e il cuore sobbalza quando vedo che viene portato fuori attraverso la Porta Santa. Mi sembra così simbolico, anche se sono credente e praticante solo a modo tutto mio. Celestino non passò mai attraverso la porta, che venne costruita solo decenni dopo la sua morte, e che da allora resta aperta solo per 24 ore ogni anno dai vespri del 28 ai vespri del 29 agosto. Potrebbe essere proprio la prima volta nella storia che il corpo di Celestino passa per questa porta, una prima volta nella settimana di Passione di questa Pasqua dell'Anno del Signore 2009 "... and here's rejoyce ...". Il santo, saggio eremita mi appare in alto sulla città ferita, come nel vetro istoriato conservato - c'è ancora? - nel Museo Nazionale del Castello, in cui sorregge una miniatura della città sul palmo della mano, e offre la città a Dio e alla Vergine Maria.

E nella mia immaginazione si forma la visione di Celestino che contratta con Dio. Come per una malattia, Dio spiega che non è Lui a mandare il cancro, sono le leggi della biologia e della genetica e il libero arbitrio dell'uomo che generano il cancro. Dio spiega che il terremoto deve avvenire, le leggi della fisica richiedono che il terremoto avvenga, così Celestino ottiene un momento speciale dell'anno, un'ora speciale della giornata.

I cinici potrebbero dire che sono tutte coincidenze ... in altre occasioni, non qui in prima linea, avrei detto anch'io che si è trattato di coincidenze. Tante coincidenze hanno salvato centinaia, forse migliaia di persone.

Celestino ottiene le tante scosse minori che hanno cercato per tre mesi di mettere in guardia gli aquilani, avvertendoli che c'ERA pericolo; i più non hanno ascoltato, non sono stati effettuati controlli tranne che solo per le scuole dopo la scossa del 30 marzo. Ma i tanti che dormivano già nelle auto, sono stati salvati. Erano passate le 3 di notte, tutti i locali e i cinema erano chiusi, non c'erano concentrazioni di persone, in nessun luogo.

Molti hanno detto che se fosse successo di mattina, con uffici e negozi e strade piene, in un giorno in cui le scuole non fossero state chiuse, il numero delle vittime sarebbe stato almeno di 5 cifre.

Molti, molti studenti - ma non tutti, purtroppo, purtroppo non tutti - erano già tornati a casa prima della Domenica delle Palme così questo periodo dell'anno, in prossimità delle vacanze di Pasqua ha salvato ALMENO loro.

Ma Celestino è anche preoccupato per le anime del suo caro gregge. Tantissimi vanno in chiesa, la Domenica delle Palme, se non altro per prendere il tradizionale ramoscello d'ulivo che protegga la famiglia durante tutto l'anno. Quelli che vanno alla Messa in occasione della Domenica delle Palme, il giorno in cui ci si scambia realmente il segno di pace prima della Passione e rimettiamo i nostri debiti al prossimo, sono ancor di più di quelli che vanno in Chiesa nel giorno di Pasqua, e tanti più del solito si sono confessati, comunicati. Se sono destinati ad essere sacrificati in ogni caso, se il loro momento sta per arrivare, le anime saranno candide, pentite, inconsapevolmente pronte, Celestino ha ottenuto questo per loro, perché anche ai detenuti nel braccio della morte viene data la possibilità di raccomandare l'anima a Dio.