La nostra terra è una terra giovane, i terremoti sono come ormoni giovanili, i terremoti sono naturali. Le persone non sono uccise dal terremoto, sono uccise dalle loro case, dai mobili all'interno del case. Coloro che avevano affittato a studenti ignari case insicure lo hanno fatto per profitto, i costruttori hanno guadagnato più del dovuto dalla vendita di case pericolose per la gente innocente che le ha pagate, ha pagato per un mucchio di rovine fatiscenti (...a heap of broken images ... ), con la carne e il sangue dei propri figli, con le proprie lacrime disperate su bare premature.
Il vecchio eremita che veniva dal Molise, Pietro Angelieri, avrebbe tuonato contro questi peccati. Egli voleva far capire alla gente che le parole di Dio non sono metafore. Quando recitiamo nel Padre Nostro "rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" il vecchio eremita voleva che i ricchi dell'Aquila veramente annullassero i crediti che dovevano riscuotere dai più poveri. Alcuni tra gli Aquilani più fortunati, più potenti hanno indebitamente accumulato profitti. Dio sacrifica il proprio figlio innocente per redimere i peccati del genere umano. Ed è come se il terremoto si sia presi per primi gli innocenti, i più belli, i più puri. Come nella tragedia greca, la vittima sacrificale porta la catarsi. La tragedia lascia la scena a un mondo diverso, prende forma un altro paesaggio dell'anima in cui solo ciò che è davvero importante rimane. E ciò che rimane è la vita.