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Diario dall'Aquila

I peccati

Le tante scosse leggere ci avevano avvertito da mesi che il pericolo era REALE, ma noi non abbiamo ascoltato, abbiamo dimenticato il pericolo e avevamo reso le nostre case più belle, ma non più sicure. Avevamo dimenticato le lezioni dei secoli passati, dimenticato che la natura dà la vita, ma se la riprende senza pietà, avevamo perso i contatti con il nostro ben noto terreno sismico, con la conoscenza dei secoli, come l'uomo che costruisce la sua casa sulla sabbia ignorando le leggi del mare e viene l'alta marea e si porta tutto via. Come l'uomo che pensa che la marea non arriverà mai, abbiamo voluto negare che i grandi terremoti DEVONO avvenire.

La nostra terra è una terra giovane, i terremoti sono come ormoni giovanili, i terremoti sono naturali. Le persone non sono uccise dal terremoto, sono uccise dalle loro case, dai mobili all'interno del case. Coloro che avevano affittato a studenti ignari case insicure lo hanno fatto per profitto, i costruttori hanno guadagnato più del dovuto dalla vendita di case pericolose per la gente innocente che le ha pagate, ha pagato per un mucchio di rovine fatiscenti (...a heap of broken images ... ), con la carne e il sangue dei propri figli, con le proprie lacrime disperate su bare premature.

Il vecchio eremita che veniva dal Molise, Pietro Angelieri, avrebbe tuonato contro questi peccati. Egli voleva far capire alla gente che le parole di Dio non sono metafore. Quando recitiamo nel Padre Nostro "rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" il vecchio eremita voleva che i ricchi dell'Aquila veramente annullassero i crediti che dovevano riscuotere dai più poveri. Alcuni tra gli Aquilani più fortunati, più potenti hanno indebitamente accumulato profitti. Dio sacrifica il proprio figlio innocente per redimere i peccati del genere umano. Ed è come se il terremoto si sia presi per primi gli innocenti, i più belli, i più puri. Come nella tragedia greca, la vittima sacrificale porta la catarsi. La tragedia lascia la scena a un mondo diverso, prende forma un altro paesaggio dell'anima in cui solo ciò che è davvero importante rimane. E ciò che rimane è la vita.