Il sonno non arriva, ma non importa molto. La mente è piena di ricordi, emozioni, sensazioni che mi arrivano da quanti non dormono, intorno a me. Come volando da un anima all'altra, condividendo per un attimo la perdita, la paura, il desiderio di ricominciare, la disperazione. Ci è stato dato un bel bungalow, 2 camere e bagno con DOCCIA. Spesso si dice "appena il tempo di fare una doccia", ma una doccia è tra i sogni proibiti degli sfollati. Mi preparo quasi come per una cerimonia. Ed è fantastico, fantastico ... assoluta gioia, totale egoistica gioia. Dopo la celebrazione, mi sento in colpa, penso a tutte le persone che conosco, e a tutte le persone che non conosco, sotto le tende ai piedi del paese ferito, a congelarsi nell'auto a distanza di sicurezza dalle case, in cui hanno lasciato tutto il lavoro di una vita, l'album di foto, i souvenir dei luoghi visitati, tutte le piccole cose che hanno acquistato o fatto, la coperta della nonna, i dipinti, il beauty case, i rasoi e i deodoranti... penso a questo popolo che veglia per difendere il quasi niente da necrofagi spietati alla ricerca di lettori DVD, computer, denaro e gioielli, carte di credito, borse, frammenti d'esistenza rimasti nelle case abbandonate.
Sono le 5 del mattino.
Un'amica da un'altra città mi ha fatto una ricarica al cellulare ieri, ho tanto credito, così dopo un'altra scossa chiamo il mio giovane cognato, so che si trova in una macchina sotto casa mia, so che è sveglio, il freddo nelle prime ore della giornata è assolutamente inconcepibile. Va tutto bene, parliamo un po', la rete idrica è stata riparata, è sveglio, ha solo disperatamente bisogno di un sacco a pelo. Un sacco a pelo sarebbe assolutamente paradisiaco. Mi dice che è riuscito a lavarsi i capelli ieri, riscaldando un po' d'acqua su un bruciatore a gas da campeggio. Improvvisamente non mi sento in colpa per il mio attimo di nirvana mentre facevo la doccia. Non mi sento colpevole.