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Diario dall'Aquila

Italiani brava gente

Come per gli Angeli del Terremoto, ogni luogo d'Abruzzo e d'Italia ha inviato volontari e aiuti. Tutta la comunità Rosetana ha aperto le porte alle migliaia di sfollati. Nei primi giorni i negozi hanno rifiutato di farci pagare, i locali hanno offerto pizze e birre gratis ai giovani nottambuli aquilani, le fabbriche di vestiatio e calzature hanno inviato scatoloni pieni di tute e scarpe da ginnastica, e poi prodotti per la casa, l'igiene, cibo. I dottori hanno allestito ambulatori, i dentisti stanno assistendo i vecchi scappati senza i "denti". La settimana prossima dei pulmini porteranno bambini e ragazzi al palazzetto sportivo. Tutto questo finirà, ma adesso è bello.

Oggi è Pasqua. Torno con la mente indietro alle Pasque del passato, quando compravo le uova di cioccolato per figli e nipoti, preparavo la lasagna il giorno prima, compravo gi arrosticini da cuocere a Pasquetta. Questa Pasqua dell'anno 2009 Roseto ha cucinato per noi, che siamo invitati al Palazzetto dello Sport - hanno una squadra di basket di livello nazionale - e ci saranno artisti di strada e gochi per i bambini. Vogliono donarci momenti di festa. E come i Rosetani, tante altre comunità si prendono cura di altre migliaia di sfollati.

I volontari della Protezione Civile hanno lasciato casa e famiglia per passare qui la Pasqua. Puliscono i bagni chimici, cucinano, parlano con la gente, scavano e riaprono le strade, portano provviste a superstiti isolati, sorvegliano le nostre case contro gli sciacalli. Non possiamo fare altro che dire grazie, così lo ripetiamo, più volte. Ancora risento le parole che una studentessa, estratta dopo vari giorni dalle macerie, continuava a ripetere ai suoi soccorritori "grazie ragazzi, grazie, grazie, grazie".