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Diario dall'Aquila

Il Sonno

10 giorni dopo. Sono sveglia da qualche tempo, nel silenzio accogliente di questa piccola casa in riva al mare, una situazione perfetta per una vacanza sulla costa. Il giorno non arriva, il sonno non arriva. Solo l'esaurimento fisico porta il sonno dal terremoto. Siamo stati sorpresi alle 3.32 del mattino, indifesi nel sonno. Le tenebre non portano il sonno, non mi sento al sicuro nelle tenebre. Pensieri e ricordi riempiono la notte, e la sensazione di essere privilegiati, la colpevole sensazione di essere stati scelti per sopravvivere da una forza ignota, cieca, la devastante consapevolezza di ciò che sarebbe potuto essere per noi. La moviola del terremoto viene riavvolta e ripetuta all'infinito nella notte insonne. Rivivo il mio primo pensiero "è la fine", continuo a vedere le mura della casa scossa da mani giganti, la casa resistere, gli oggetti in pezzi, gli armadi che si sarebbero potuti trasformare in assassini. Avevamo perso il contatto con la Madre Terra, avevamo perso la memoria storica dei grandi terremoti del passato.

E ora come creature preistoriche abbiamo acceso fuochi nelle nostre grotte per tenere lontani gli animali feroci, ci raduniamo per mangiare insieme, teniamo la famiglia stretta accanto a noi. Ho paura di dormire, qualcuno deve vegliare presso il fuoco per segnalare i pericoli al gruppo, il gruppo familiare deve sopravvivere. Avverto una conoscenza ancestrale, all'opera instancabilmente nel profondo, che va potando i ramoscelli superflui della mia routine. Nel buio insonne riprogetto ciò che resta della mia vita su questa Terra, niente potrà mai tornare ad essere come prima. Il ben noto, colpevole sollievo che tante volte ho provato vedendo in TV catastrofi altrui non c'è più, ora mi trovo dall'altro lato della cinepresa, ora è accaduto a me e il resto del mondo sta guardando.

Nella mia borsa c'è ora tutto ciò che mi serve, nella mia auto tutto il necessario per sopravvivere un paio di giorni: serbatoio pieno, bottiglie d'acqua, pillole per l'ipertensione, fazzoletti igienici, occhiali di scorta, caricabatterie del telefonino, cambio di vestiti, coperte. Sono completamente pronta per un terremoto, ora.