E ora come creature preistoriche abbiamo acceso fuochi nelle nostre grotte per tenere lontani gli animali feroci, ci raduniamo per mangiare insieme, teniamo la famiglia stretta accanto a noi. Ho paura di dormire, qualcuno deve vegliare presso il fuoco per segnalare i pericoli al gruppo, il gruppo familiare deve sopravvivere. Avverto una conoscenza ancestrale, all'opera instancabilmente nel profondo, che va potando i ramoscelli superflui della mia routine. Nel buio insonne riprogetto ciò che resta della mia vita su questa Terra, niente potrà mai tornare ad essere come prima. Il ben noto, colpevole sollievo che tante volte ho provato vedendo in TV catastrofi altrui non c'è più, ora mi trovo dall'altro lato della cinepresa, ora è accaduto a me e il resto del mondo sta guardando.
Nella mia borsa c'è ora tutto ciò che mi serve, nella mia auto tutto il necessario per sopravvivere un paio di giorni: serbatoio pieno, bottiglie d'acqua, pillole per l'ipertensione, fazzoletti igienici, occhiali di scorta, caricabatterie del telefonino, cambio di vestiti, coperte. Sono completamente pronta per un terremoto, ora.