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Diario dall'Aquila

Mia Madre, Amica Mia

Ecco un'altra storia che ho ricevuto per email da un amico, e mi è piaciuto molto leggerla, in questo tempo di difficoltà per tante madri è una bella parabola di ciò che la vitàa è veramente.

La giovane madre pone piede sul sentiero della vita. "È questa la lunga strada?" E la guida dice: "Sì, e la via è difficile, e sarai vecchia prima di raggiungerne la fine. Ma la fine sarà migliore dell'inizio."

La giovane madre è felice, non crede che qualcos'altro potrebbe essere migliore di questi anni. Così gioca con i suoi bambini, li nutre, fa loro il bagno, insegna loro come allacciarsi le scarpe e andare in bicicletta, ricorda loro di dar da mangiare al cane e fare i compiti e lavarsi i denti. Il sole splende su di loro e la giovane madre esclama, "Niente sarà mai più bello di questo."

Poi vengono le notti, e le tempeste, e il percorso è a volte oscuro, e i bambini tremano per la paura e il freddo, e la madre li stringe a sé e li circonda con le sue braccia. I figli le dicono, "Madre, non abbiamo paura, perché tu sei vicina, e nessun male può toccarci".

E viene la mattina, e c'è una collina davanti, ed i figli cominciano a salire e si stancano, e la madre anche è stanca. Ma ogni volta dice ai figli, "Un po' di pazienza e ci siamo".

Così i figli salgono sulla collina, e mentre salgono imparano a sostenere le tempeste. E con questa prova, ella dà loro la forza di affrontare il mondo. Anno dopo anno, mostra loro compassione, comprensione, speranza, ma soprattutto amore incondizionato. E quando raggiungono la vetta i figli le dicono, "Madre, non avremmo potuto farcela senza di te."

I giorni passano, e le settimane e i mesi e gli anni. La madre è diventata vecchia, piccola e curva. Ma i suoi figli sono alti e forti, e camminano con coraggio. E la madre, quando si distende la sera, alza gli occhi alle stelle e dice: "Questo è un giorno migliore del precedente, perché i miei figli hanno imparato tanto e passeranno tutto questo ora ai loro figli".

E quando per lei la strada diventa dura, essi la sollevano, e le danno la loro forza, proprio come un tempo lei aveva dato loro la sua. Un giorno arrivano ad una collina, e al di là della collina riescono a scorgere una strada luminosa e un cancello dorato spalancato. E la Madre dice, "Ho raggiunto la fine del mio viaggio. E ora so che la fine è meglio dell'inizio, perché i miei figli possono camminare con dignità e orgoglio, a testa alta, e così i loro figli dopo di loro." E i figli le dicono, "Camminerai sempre con noi, Madre, anche quando sarai passata per quel cancello".

E rimangono a guardarla mentre lei prosegue da sola, e il cancello si chiude dietro di lei. E dicono, "Non possiamo vederla, ma lei è ancora con noi."

Una madre è più che un ricordo. E' una viva presenza. Tua madre è sempre con te. E' il sussurro delle foglie mentre cammini per la strada, è l'odore di certi cibi che ricordi, i fiori che raccogli e il profumo che portava, è la mano fresca sulla tua fronte quando non stai bene, è il tuo respiro nell'aria in una fredda giornata invernale.

E' il suono della pioggia che ti fa addormentare, i colori di un arcobaleno, è la mattina del tuo compleanno. Tua Madre vive nella tua risata. Ed è cristallizzata in ogni lacrima.

La madre appare in ogni emozione - felicità, tristezza, paura, gelosia, amore, odio, rabbia, impotenza, eccitazione, gioia, dolore - e sempre spera e prega che tu conosca solo i buoni sentimenti nella vita.

Lei è il luogo da cui vieni, la tua prima casa, lei è la mappa che segui ad ogni passo che intraprendi. Lei è il tuo primo amore, la tua prima amica, perfino la tua prima nemica, ma niente sulla terra vi può separare.

Non il tempo, non lo spazio - e neanche la morte! ~ Scritto per Good Housekeeping Magazine nel 1933 da Temple Bailey ~