Poco più di 2 mesi dopo il big one, il 22 giugno un 4.5 Richter ci avverte che non è finita, non sarà mai finita, non si tornerà ai bei vecchi tempi, la vita non sarà mai più la stessa. La nuova vita sarà accompagnata dalla consapevolezza dell'esplosione, del diluvio, dell'incidente, dell'evento imprevisto, inatteso che è sempre dietro l'angolo. L'evento che cambia la vita per sempre.
La mia nuova vita questo mese si è riempita di cose da fare, chiudere l'anno scolastico, fare gli esami di stato, tornare a casa ogni due giorni per un bucato, cominciare a togliere i libri da una libreria che dovrà scomparire dalla "vecchia" casa terremotata una volta rinnovata, decidere dove mettere tutte le altre cose che sono adesso in altre librerie e armadi che dovranno essere tolti per riparare mura e tramezzi, per dormire la notte senza pericolo, senza paura, e poi la preoccupazione per i figli ora in campeggio, senza regole, senza consegne, senza compiti. Hanno una nuova vita anche loro, nuove amicizie, nate nella nuova "casa", si tengono in contatto con i vecchi amici tramite Facebook, attendono il pranzo, attendono la cena, incontrano gli amici, vanno a dormire, e il giorno successivo lo stesso, nessun cambiamento da ieri a domani, nessun passo in avanti, da nessuna parte.
A meno che già sopravvivere sia un passo avanti, vivere il quotidiano sia un passo avanti.