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Stories of Italian emigrants and discrimination in a book by Gian Antonio Stella. In those one hundred years (1876-1976) when 27 milllion italians left with their cardboard cases by ship or train never to return, there were prejudices and shameful truths as there are today about immigrants to Italy, especially Albanians (but also Curds, Chinese, North-Africans), showing how similar things used to be said about Italians immigrants: «we were lynched as thieves of jobs, considered "not visibly black" in Alabama court decisions, accused of being half of the foreigners convicts in New York, we sold our children to exploiters in French glass-factories, we emigrated illegally in hundreds of thousands over the Alps and oceans. And it was only yesterday.
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Storie di emigranti italiani discriminati in un libro di Gian Antonio Stella. In quei cento anni (1876-1976) in cui 27 milioni di connazionali presero la valigia di cartone e salirono su una nave o un treno senza ritorno ci furono pregiudizi e verità vergognose come oggi sugli immigrati in Italia, soprattutto albanesi (ma anche curdi, cinesi, nord africani); le stesse cose si dicevano anni fa sui nostri connazionali: «ci linciavano come ladri di posti di lavoro; ci consideravano "non visibilmente negri" nelle sentenze in Alabama; ci accusavano di rappresentare quasi la metà dei detenuti stranieri di New York, vendevamo i nostri bambini agli sfruttatori delle vetrerie francesi, espatriavamo illegalmente a centinaia di migliaia oltre le Alpi e gli oceani. Ed era solo ieri.
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