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ABRUZZOAMERICA
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Dom Serafini - Generoso D'Agnese
Questo libro è dedicato a tutti gli abruzzesi nel mondo: da quelli che onorano l'Abruzzo con il loro talento dall'interno della regione, a quelli che la onorano dall'esterno, lasciando tracce nelle pagine di storia dei paesi che li hanno accolti lungo il percorso delle migrazioni. Ma, soprattutto, è dedicato agli abruzzesi che, in una limpida giornata di fine estate, vennero strappati alla vita da menti allucinate e dalla follia barbara e suicida: Victor Saraceni, Marisa Di Nardo, Vincenzo Trentini e altri abruzzesi d'America che si pensano dispersi nella polvere dell'inferno, l'11 settembre 2001.
PRESENTAZIONE
Quando, fino a poco tempo fa, si pensava agli abruzzesi d'America, a quella gente partita, ricca solo di speranza, dal piccolo paese nascosto tra i monti o affacciato su un Adriatico povero, lontano anni luce dagli odierni fasti turistici, e diventata celebre nel "Paese delle grandi opportunità", si pensava a Rocky Marciano, fattosi largo a suon di pugni fino a diventare campione del mondo, a Dean Martin, attore, cantante e soprattutto spalla prediletta del leggendario Frank Sinatra, a Mario Lanza, una delle voci più belle della grande lirica. Gente di questo livello, insomma. Ma "di questo livello", di questi abruzzesi che l'America ha saputo apprezzare e rendere giustamente famosi, ce ne sono tanti: sconosciuti, purtroppo, ai loro corregionali.Una pecca che Domenico Serafini da Giulianova, Dom per gli amici e per i lettori, ha saputo colmare come nessuno prima di lui. Dom, un signore grande e grosso dall'ampio sorriso, che ama indossare cappelli a tesa larga e che parla un italiano reso inconfondibile dal suo doppio accento, giuliese e newyorchese, ha reso giustizia ai tanti abruzzesi d'America che, nell'ultimo mezzo secolo, hanno dato e continuato a dare lustro alle loro due patrie: quella d'origine e quella d'adozione. Lui stesso, Dom, è uno di loro: partito da Giulianova carico di buone idee, ha trovato negli Stati Uniti il terreno fertile dove piantarle e farle crescere. Ormai personaggio di primo piano nel mondo della comunicazione, vive più sugli aerei che tra quattro mura: rimbalza senza posa di qua e di là dall'Atlantico, e tra un meeting e l'altro, tra un impegno di lavoro e l'altro, riesce non si sa come a strappare un po' di tempo per la sua famiglia e, impresa ancor più incredibile, a rispettare l'appuntamento settimanale con i lettori de "Il Messaggero-Abruzzo", sfornando storie su storie dei suoi corregionali giunti al successo negli States. La sua rubrica, "Abruzzo America", è popolarissima. Così, leggendo le storie raccolte in questo volume, abbiamo fatto la conoscenza di Antonio Rocco D'Alessandro, sarto di Ari arrivato ventenne Oltreoceano e dimostratosi talmente bravo da ottenere l'incarico di confezionare le uniformi dei Marine; di Mario Fratti, aquilano, signore di Broadway onorato da ben cinque Tony Awards, gli Oscar del teatro; di Antonio Carlucci, presidente della Società di mutuo soccorso di Orsogna che riunisce più orsognesi di quanti ce ne siano attualmente nel paese d'origine; di Fernando Masci, cuoco dell'Aquila che con il suo ristorante "Il Mulino" ha conquistato i diffidenti palati dei newyorchesi. Quanto Abruzzo, e quanta America c'è nelle storie di Dom. Certo, ci sono anche i corregionali celebri, da Lanza a Marciano, dallo scrittore-muratore di Vasto, Pietro Di Donato, ad un altro insigne vastese come il politologo Joseph La Palombara. Ma sono gli altri, gli abruzzesi in gamba e pure meno conosciuti, che Serafini ha saputo imporre all'attenzione, la parte più interessante di questo volume che raccoglie le storie di "Abruzzo America". Chi le ha già lette avrà piacere a rileggerle, chi non le ha mai lette resterà, c'è da scommetterlo, piacevolmente sorpreso.
Claudio Valente
Caposervizio Settore Cultura de Il Messaggero Abruzzo
INTRODUZIONE
AbruzzoAmerica è un titolo che si presta poiché indica il contributo degli abruzzesi in America e anche la vicinanza tra i due popoli. Mentre è relativamente facile descrivere i meriti che gli abruzzesi si sono conquistati in America, è molto difficile elencare tutto ciò che gli abruzzesi emigrati o trasferitisi negli Stati Uniti hanno fatto per l'Abruzzo. Oltre al prestigio portato ad una regione poco conosciuta persino in Italia, gli abruzzesi in America hanno contribuito alla ricchezza economica e spirituale della loro regione d'origine. È con la cosiddetta "valuta estera" che gli abruzzesi hanno costruito case, acquistato auto e creato posti di lavoro. Questo aspetto è oggi quasi dimenticato e, con l'arrivo del benessere, pochi ci tengono a documentarlo. La popolazione abruzzese all'estero supera oggi di gran lunga quella della regione, essendo la popolazione della stessa inferiore perfino a quella della città di Roma. Guardando il quadro nazionale ed internazionale, scopriamo che alcuni abruzzesi sono diventati delle "top star" del cinema, televisione e musica, degli economisti a livello Nobel, e ancora professori universitari di alto calibro, industriali che dettano le regole del mercato, intellettuali entrati nella storia della letteratura, scienziati che danno i loro nomi alle scoperte. Poi ancora: giornalisti, politici, magistrati, dottori, sindacalisti, banchieri, ecc. Un altro aspetto curato da AbruzzoAmerica è la riscoperta di questa bellissima regione. Oggi sentirsi un "pastore abruzzese" è motivo di orgoglio anche in Italia se si pensa che tanti di questi figli di "pastori" oggi - tralasciando i nomi storici della regione - sono in posizione di governo (Gianni Letta, Nino Sospiri), in Rai (Bruno Vespa), siedono in Parlamento (Giovanni Dell'Elce, Sabatino Aracu, Andrea Pastore, Ottaviano Del Turco, Franco Marini, solo per citarne alcuni ), ricoprono incarichi di prestigio (Alessandro Pace, costituzionalista),e guidano partiti e movimenti (Marco Pannella), primeggiano negli sport (Danilo De Luca, Jarno Trulli). L'Abruzzo è stato però rivalutato più energicamente dai suoi figli all'estero (che non si possono chiamare stranieri). Mentre tempo fa sentirsi italiani era per essi controproducente, oggi è diventato di moda e molti (specialmente chi porta un cognome straniero) fanno di tutto per dimostrare apertamente la loro origine abruzzese. A parte l'aspetto sociale e psicologico, rivalutare l'Abruzzo è una specie di sfida con la Toscana, la regione italiana più amata e gettonata dagli stranieri. Per un abruzzese, la nostra regione ha tutto ciò che ha la Toscana, anzi molto di più: il Parco Nazionale con gli animali di specie unica in tutta l'Europa (basti ricordare l'orso marsicano e lo splendido Camoscio d'Abruzzo), la più alta vetta dell'Appennino, spiagge ampie e pulite, colline dolci. Per non dimenticare i suoi prodotti tipici: dal Montepulciano d1Abruzzo alla pasta alla chitarra, dal brodetto di pesce ai formaggi pecorini. E anche molta arte e cultura. Oltre ad un sistema di vie di comunicazione da far invidia e la buona indole dei suoi abitanti. è con questo spirito che, con la collaborazione di Generoso D'Agnese da Pescara, rammento settimanalmente da New York ai lettori de Il Messaggero il contributo degli abruzzesi d'America ed il valore dell'Abruzzo. Dopo circa due anni, una parte dei personaggi trattati nella rubrica AbruzzoAmerica vengono raggruppati in un libro che l'editore Lupetti ha deciso di pubblicare.Dom Serafini, New York, 30 maggio, 2002
INDICE GENERALE
PARTE I: Un passato avventuroso
Bolognano: Fileno Di Gregorio Caramanico: Silvino Olivieri Castelfrentano: Stuart Vincent Massimini Castiglione a Casauria:Emidio Spezza Castiglione Messer Marino: Manuel Fangio Chieti: Severino Di Giovanni Guardiagrele: Francesco Di Lauro Introdacqua: Francesco Ventresca Introdacqua: Pascal D'Angelo Montesilvano: Dean Martin (Dino Crocetti) Pescocostanzo: Angelo Raffaele Falconio Popoli: Corradino D'Ascanio Ripateatina: Rocky Marciano Scanno: Henry Mancini Tocco da Casauria: Mario Lanza (Alfred Arnold Cocozza) Vasto: Pietro Di Donato PARTE II: Un presente effervescente
Alanno: Rossana Di Zio Ari: Vincenzo Centofanti Ari: Rocco D'Alessandro Avezzano: Helen Johnson Avezzano: Don Panoz (Donald Panunzio) Casoli: Dominick Candeloro Castiglione Messer Raimondo: Vincent Scarza Chieti: Pierluigi Zappacosta Cocullo: Tony Tirabassi Fraine: Associazione del New Jersey Francavilla: Giusy Fiucci Gagliano Aterno: Robert Ficano Giulianova: Luigi Marini Giulianova: Lino Manocchia Giulianova: Adriano Manocchia Giulianova: Fiorella Acquaviva d'Aragona Introdacqua: Patrick J. Tiberi Lanciano: Guerrino De Luca Lanciano: Anna Callen L'Aquila: Fernando e Guido Masci L'Aquila: ABS L'Aquila: Mario Fratti Orsogna: Sante Auriti Orsogna: Associazione di New York Ortona: Mario Basti Palena: Perry Como (Pierino Como) Pescara: The Parker Company Pescara: Shawn Cartwright Pescara: Nicola D'Orazio (Abruzzo nel Mondo) Petrella Tifernina: Sante Matteo Pizzoferrato: Bruno Sammartino Pratola Peligna: Rudy D'Angelo Pratola Peligna: Romeo Di Loreto Pratola Peligna: Patti Lupone Raiano: Antonio Baldini Roccamorice: Alberto Di Giovanni San Martino s.Marrucina: Penny Marshall (Penny Masciarelli) Santo Stefano: Luca Ciarrocchi Sulmona: Rosetta Romagnoli Vasto: Franz Ritucci Chinni Vasto: Joseph La Palombara Villa Santa Maria: Dominick Salvatore INDICE ABRUZZESI OPERANTI NELLE AMERICHE
(in ordine alfabetico)ABS Sante Auriti Mario Basti Antonio Baldini Shawn Cartwright Anna Callen Dominick Candeloro Vincenzo Centofanti Franz Ritucci Chinni Luca Ciarrocchi Rocco D'Alessandro Pascal D'Angelo Rudy D'Angelo Fiorella Acquaviva d'Aragona Nicola D'Orazio (Abruzzo nel Mondo) Guerrino De Luca Alberto Di Giovanni Romeo Di Loreto Rossana Di Zio Robert Ficano Giusy Fiucci Fraine: Associazione del New Jersey Mario Fratti Helen Johnson Joseph La Palombara Patti Lupone Adriano Manocchia Lino Manocchia Luigi Marini Penny Marshall (Penny Masciarelli) Fernando e Guido Masci Sante Matteo Orsogna: Associazione di New York Don Panoz (Donald Panunzio) Rosetta Romagnoli Dominick Salvatore Bruno Sammartino Vincent Scarza The Parker Company Patrick J. Tiberi Tony Tirabassi Pierluigi Zappacosta
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